Martina Mura

Fotografi:
Marco Fronteddu
William Fernando Aparicio
Claudia Ponzi
Martina Mura

Geoscritture – Pratiche di coesistenza
Opening 24/01/2024
25/01/2023 – 08/03/2024
Catalogo con opera d’arte unica

Il titolo della mostra personale Geoscritture di Martina Mura nasce dal percorso di mappatura che è sia il titolo del lavoro pittorico, sia la radice della sua ricerca. 
Attraverso lo sguardo panoramico della visione dall’alto, l’artista viaggia da un luogo all’altro individuando segni e forme, che si possono vedere da vicino e da lontano in pochi istanti. 
Mura inizia il suo percorso dalla dimora sarda, traccia linee che viaggiano immerse nelle campagne più profonde, fino alla rappresentazione di città, fiumi e laghi di tutto il pianeta attraverso l’astrazione.
Le opere di Martina Mura raccontano la geografia come trasposizione ed esplorazione di luoghi, che attraverso la ricerca diventano paesaggi interiori.
A cura di Claudia Ponzi


Geoscritture – pratiche di coesistenza
Elementi come carte geografiche, terre e semi, sono i fattori morfologici che delineano la ricerca artistica di Martina Mura.

La mostra personale Geoscritture – pratiche di coesistenza, rappresenta un’occasione per poter raccogliere le tracce della produzione dell’artista, determinata dalla scrittura di luoghi, rapporto tra ambiente-soggetto e ricerca dell’io. Il suo lavoro trova origine nelle pratiche legate agli atti del camminare, osservare e raccogliere, intese come operazioni di scoperta del proprio esistere.

La coesistenza tra le parti della Terra e i suoi abitanti, trova luogo in mappature labirintiche dell’inconscio. Queste scritture geografiche, narrano terreni spesso inesplorati, appartenenti a luoghi fisici ed altri eterei. Le rilevazioni esterne ed interne, generano visioni oniriche e sono restituite non solo allo stato grafico-pittorico, ma anche sotto forma di stesura in punto cucito, inteso come un congiungimento, un’unione tra le parti, che registra esperienze di determinate sfere della realtà. Completano il viaggio i segni della raccolta, materiali offerti dalla natura che prendono nuove funzioni, prima come elemento di documentazione delle pratiche e dopo come medium.

L’artista vede nei sentieri un processo di studio tra luoghi ed identità, creando in chi osserva un particolare coinvolgimento emotivo ed immersivo, alla ricerca delle proprie mappe geografiche.
Testo di Elisa Barbieri

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